domenica 18 marzo 2018

Tissint, una notte in tenda da veri berberi


Akka Nait Sidi, un campeggio in vero stile berbero nel cuore del canyon roccioso di Tissint. Il territorio pre sahariano del Sud del Marocco conserva un patrimonio naturalistico autentico, un paesaggio che muta chilometro dopo chilometro. 

Questo accampamento è una perla poco conosciuta, si tratta di un insieme di cinque tende sparpagliate in giro per il tavolato. Ogni tenda è attrezzata con due letti, diversi tappeti, una candela come unica sorgente di illuminazione e un bagno scavato nel terreno. 


Ho provato sensazioni uniche, il senso di desolazione di questo luogo accompagnato dal più totale silenzio è servito a far assaporare l'esperienza fino in fondo ma soprattutto a far perdere la cognizione del tempo

Tempo che solitamente utilizzo male, tempo che occupo perlopiù lavorando e con la tendenza ad occuparlo, tempo sprecato in storie d'amore assurde e dolorose, tempo dedicato al masochismo e allo stress ma ... sapete quanto è prezioso il tempo? Questa domanda ultimamente me la faccio spesso perché penso di averne perso di vista la gestione. Fortunatamente esistono luoghi eterei che aiutano a riflettere sull'argomento, luoghi proprio come questo! 


La cena viene servita in una tenda comune nel più completo buio notturno tra stelle e candele con l'unica nota negativa della presenza di nubi di insetti. Per combattere i moscerini fastidiosi vi consiglio di indossare indumenti lunghi e munirvi di spray. Il cibo servito è tipicamente marocchino ma la luce fioca non ci ha permesso di vedere chiaramente quello che abbiamo mangiato.

Premettendo che il mio senso di avventura è sfortunatamente accompagnato da una profonda paura del buio e che il mio compagno di tenda era mio fratello la notte si è rivelata un incubo. La somiglianza di questa location al film horror "Le colline hanno gli occhi" mi hanno turbato la mente. Il rientro in tenda è stato possibile solo grazie alla candela e dopo esserci sdraiati a letto abbiamo subito puntato la sveglia per il nostro solito appuntamento notturno.
Alle ore 3:30 eravamo già pronti per riportarci verso la tenda comune, il cielo stellato aspettava noi.


Una delle cose belle di viaggiare con mio fratello è che, oltre a studiare ingegneria aerospaziale, è un appassionato di stelle. Ha deciso lui l'ora dell'osservazione in modo tale da poter avere la via lattea in cima alle nostre teste perché il cielo cambia di continuo, muta ad ogni stagione e si sposta ad ogni ora. Uno spettacolo impressionante! 

Dopo un'ora di ammirazione abbiamo deciso di lasciare il mare di stelle africano per tornare verso la nostra tenda, nella speranza di poter chiudere occhio. 

Tempo mezz'ora dal rientro abbiamo iniziato a sentire urla e canti lontani. Suoni gutturali profondi emessi di continuo e senza avviso che mi hanno fatto solo pensare ad un sacrificio o ad un rito. Paurosa come sono la mia mente ha iniziato a fantasticare, pensavo di morire da un momento all'altro. Occhi sbarrati e una paura folle mi hanno accompagnata fino alle 6 di mattina, paura che mi ha presto smentito la nostra guida araba. Volete sapere per che cosa mi sono spaventata?

Un matrimonio.

Ebbene si! Immagino la vostra faccia in questo momento. Il rito viene solitamente celebrato con canti e balli notturni quando la terra decide di regalare un pò di sollievo dal caldo estenuante giornaliero. 


Se siete paurosi anche voi vi voglio consolare e consigliarvi di prenotare ugualmente, magari non dormirete come me ma vivrete una notte indimenticabile da veri berberi, in un luogo dimenticato dal tempo e dal mondo moderno.

 ↟ THE END ↟



SHARE:

Nessun commento

Posta un commento

Ti ricordo che se commenti con un account registrato ACCONSENTI a pubblicare il link al tuo profilo tra i commenti. PRIMA DI COMMENTARE consulta la privacy policy per ulteriori informazioni.

pipdig