venerdì 16 marzo 2018

Tafraoute, il villaggio magico dell'Anti Atlante


Tafraoute è la meta che non mi sarei mai aspettata, una piccola città costruita in altitudine e circondata da rocce granitiche. Una vera oasi riparata dal caldo africano con un sentore autentico e una profonda anima marocchina. 

Diversi chilometri di strade tortuose senza incrociare macchine e persone ci hanno portato direttamente in questo angolo di mondo quasi del tutto sconosciuto. Una tappa non segnata nei soliti percorsi turistici ma che consiglio a tutti i viaggiatori che hanno voglia di cogliere il vero animo del Marocco

Al nostro arrivo ci siamo subito direzionati a sud della città verso il villaggio di Agard Oudad per poter ammirare le rocce dipinte (painted rocks). Questa opera recente è il lavoro di un artista belga Jean Vérame che ha versato e spalmato 18 tonnellate di vernice su dei massi granitici rendendoli color pastello. Rocce color azzurro cielo che non hanno niente a che fare con la cultura marocchina ma rendono bizzarro e colorato questo paesaggio incontaminato dell'Anti Atlante


Questa meta ha puntato diretta al mio cuore, un amante dei paesaggi nordici e freddi come me è riuscita ad ottenere una tappa fresca in un viaggio destinato perlopiù ai paesaggi caldi e aridi come il Sahara. Un pit stop notevole per riposare la mente e il corpo.

Tafraoute è la fortezza della tranquillità dove il tempo si ferma e tutto diventa più lento e rilassato. Il Marocco caotico e chiassoso di Marrakech lascia il posto ad un Marocco lento dal tocco gentile e dal profumo di mandorlo in fiore.  


La città fa parte della Almen Valley e con la fortuna dalla nostra siamo riusciti a visitare il mercato settimanale di uno dei villaggi. Frutta, fiori, verdure e animali pronti per il macello sono i principali prodotti in vendita, il tutto riparato da tappeti e grossi tendoni tirati. 

La cosa che mi ha colpito di più sono state le donne completamente coperte e schive nei confronti degli stranieri. Per quanto mi fosse stato proibito fotografarle non ho resistito a scattare queste foto di nascosto. Non l'ho fatto per mancanza di rispetto nei lori confronti ma per catturare la bellezza della diversità e di un momento autentico e molto distante dal concetto di turismo.


Dopo una giornata intesa ci siamo diretti verso il nostro alloggio Maison El Malara, un piccolo castello di proprietà di una coppia francese innamorata che ha deciso di vivere la pensione in tutto relax. Incredibile la quantità di europei che abbiamo conosciuto durante il percorso, grazie alla lingua francese tantissime persone, stufe dei ritmi frenetici, hanno deciso di tuffarsi nella zona nord africana adattandosi in tutto e per tutto ad una nuova cultura. 


Questo alloggio dall'atmosfera francese ci ha proposto una cena fusion, una Francia che incontra un Marocco a tavola, una pausa dalla cucina marocchina non tanto varia. Personalmente non amo la carne e i piatti pesanti e il Marocco per quanto proponga piatti tipici interessanti non è proprio nelle mie corde culinarie. Ogni viaggio mi impongo di mangiare locale per poter gustare a pieno le sensazioni del luogo, onestamente in Marocco è stata un'impresa arrivare fino alla fine. 

Un punto a favore di questa cucina antica è la colazione, la migliore mai fatta prima e che mi ha appagata ad ogni risveglio. Crepes francesi, crepes marocchine, pane arabo, amlou, tè alla menta, caffè e spremuta d'arancia sono stati per me gli alimenti chiave di questo viaggio.


La conclusione di questa bellissima giornata non poteva non avvenire sul tetto. Osservare ad occhio nudo il cielo notturno e la via lattea  è stato affascinante, se non fosse per una coppia che ha deciso di salire per accoppiarsi. Dopo due risate e la voglia di buttarli giù dal tetto, mi sono spostata lasciandoli a vivere il loro "momento" sotto le stelle. Che dire? Mi auguro di viverne presto uno magico come il loro. 

↟ THE END ↟
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