giovedì 29 marzo 2018

Marrakech, alla scoperta della città rossa


Marrakech, una delle sette città imperiali del Marocco, è un oasi affascinante che riesce a conquistare i cuori più scettici. Il mondo arabo si mescola a colori, gentilezza e un profumo di menta fresca.

Questa perla rossa di un milione e mezzo di abitanti è divisa in due zone, la parte moderna e la medina color mattone dichiarata Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Il quadrilatero antico, lungo tre chilometri per due, è racchiuso in una cerchia di bastioni e alte mura di terra rossa. Il rosso della Medina e i colori usati dalla popolazione rendono questa meta un arcobaleno per gli occhi.


Per visitare bene la città bastano tre giorni, se avete più tempo e volete prenotare escursioni, senza allontanarvi troppo, vi consiglio queste:


La parte più interessante della città è sicuramente la Medina, un labirinto che a seconda delle fasi di luce subisce una trasformazione; Si sveglia verso le 10 e va a letto lentamente. Durante la sera alcuni vicoli vengono chiusi e altri aperti, non vi ambienterete più e se avete il mio stesso senso dell'orientamento sarete costretti a chiedere aiuto alla gente locale in cambio di qualche euro. 


Prima di inoltrarvi dentro la Medina fate un salto nella famosa piazza Jemma el Fna, un'attrattiva forse più affascinante di sera che di giorno ma che fortunatamente è così centrale da poter essere raggiunta in qualsiasi momento. 

La versione giornaliera è fatta di una costellazione di bancherelle e di venditori assillanti che vi offriranno perlopiù frutta secca, spremute, braccialetti, dentiere e serpenti

La mia esperienza con gli incantatori di serpenti è stata abbastanza negativa,  stavo cercando di scattare una foto quando ho iniziato a sentire delle urla violente (per riscuotere i soldi). Allibita e stizzita ho deciso di fargli vedere la fotocamera e di cancellargli la foto davanti ai loro occhi senza dar loro neanche una moneta. Il mio mood cafone, che ogni tanto esce, verrà capito solo da quelli che realmente andranno in zone come il Marocco, luoghi in cui contrattare e urlare fa parte della loro cultura

La seconda volta, mentre camminavo, mi hanno appoggiato il serpente sul collo, provando pena per l'animale mi sono arrabbiata ma questa volta mi sono riusciti a prelevare 20 euro dal portafoglio. 

Avete presente 20 euro?? 

Avrei voluto piangere dal nervoso ma questo battesimo è stata una lezione necessaria per rodarmi, i successivi due viaggi che ho fatto sono andati lisci come l'olio. 


La versione notturna è molto suggestiva, il ritmo dei tamburi berberi e il suono delle preghiere del Minareto della Moschea della Koutoubia fanno sognare. La cosa bella è mangiare in uno dei tetti dei tanti ristoranti con la luce fioca delle lanterne, la loro musica, un pò di freschezza e del buon cibo. 

Piccolo suggerimento per gli amanti delle lumache, in piazza Jemaa el Fna ne cucinano di deliziose, pagate a ciotolina e potete addirittura sedervi. 


Altra cosa che non vi consiglio di fare se amate gli animali, è di prendere il calesse, i cavalli svengono di continuo cadendo sull'asfalto e facendosi del gran male. 

Finite le raccomandazioni negative e da nonna vi racconto della mia visita al Jardin Majorelle. Il giardino spazia da zone esotiche a piante asiatiche per finire con piante desertiche. Il cinguettio degli uccellini, il verde dei cactus e il blu della costruzione Art Deco, famosa dimora di Yves Saint Laurent, regalano un dolce ristoro dal caldo e dall'afa infernale. 


La Medina è divisa in zone commerciali e tipologie di prodotto, per farvi degli esempi troverete il quartiere della ceramica, quello dei tessuti, quello ebreo, quello alimentare e molti altri ancora. Le fotografie e i ricordi sono veramente molto forti: gli animali vengono scelti da vivi, uccisi e scuoiati al momento, l'odore acre dei pollai e le teste sanguinanti degli arieti appese come trofeo d' esposizione mi sono rimaste impresse nella mente. 

Uno dei quartieri più strani è la zona in cui conciano e dipingono le pelli. Un "industria" cancerogena a cielo aperto nel quale vi daranno ciuffi di menta da mettere dentro le narici per sopportarne l'odore. 

Camminando per le pozze di colore mi sono imbattuta in alcuni animali, quello che mi ha colpito di più è stato un cagnolino simile al nostro Maltese con il sedere tinto di giallo, forse ha deciso di lavarselo nell'acqua sbagliata! 


Le ore nella Medina stancano e non c'è miglior cosa di entrare in ristoranti nascosti o nel proprio Riad per una pausa, si percepisce solo li il significato della parola Oasi! Alloggiare nella parte vecchia vi farà percepire tutto il fascino della città, ci sono dei Riad splendidi ed in continua evoluzione. 


La parte nuova della città sembra un pò forzata e priva di carattere, vuole essere la parte più europea ma di europeo c'è gran poco. Non mi sono soffermata a raccontarvela perché a me non è piaciuta.

Nella zona moderna esistono quartieri industriali e anche notturni nel quale poter trovare bar e ristoranti moderni. Se volete regalarvi una pausa dalla cucina molto speziata orientatevi verso Gueliz o Hivernage

State per partire e volete qualche indirizzo culinario o più semplicemente volete sognare al computer? Aspettate qualche giorno perché il prossimo post farà al caso vostro! 

↟ THE END ↟


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