mercoledì 28 febbraio 2018

Marocco on the road tra deserti e uomini liberi


Un'avventura on the road nel sud del Marocco: un viaggio alla scoperta della parte più antica e remota. Consigliato per tutti i viaggiatori allergici ai percorsi battuti, amanti delle zone desolate e della natura incontaminata.

Questo percorso lo abbiamo organizzato seguendo una logica naturalistica e tappa per tappa ci siamo inoltrati sempre di più in quella che è la cultura berbera marocchina. Vi consiglio di affrontare questo viaggio con un'autista che parli arabo, in Marocco non esistono segnaletiche stradali internazionali e rischiereste di guidare soli per ore e ore senza indicazioni leggibili e sotto un sole cocente. Consiglio importantissimo per un road trip al caldo: fate una scorta d'acqua nel baule, in caso di emergenza vi salverà la vita.  

PERIODO: Aprile - Giugno. Periodo consigliato per quanto riguarda tour naturalistici per deserti e montagne. Se volete visitare solamente le città imperiali il periodo si allunga da Marzo a Settembre.

TEMPERATURA: Il clima è caldo secco ma sopportabile. La temperatura oscilla dai 30 ai 40 gradi 
per poi scendere drasticamente la sera causa escursione termica. Vi consiglio per le ore serali di portarvi: pantalone lungo, felpa/maglione e giubbino antivento (vi servirà per proteggervi dal vento in villaggi molto ventosi come Essaouira). 

ITINERARIO:
↟1↟ Bologna ⤏ Marrakech
Il nostro arrivo a Marrakech è stato molto cordiale e profumato, il nostro Riad Dar Ayur ci ha accolto con un buonissimo tè alla menta e dei dolcissimi ed immangiabili biscotti marocchini. Visto l'ora tarda ci siamo subito direzionati verso le camere, pronti per alzarci energici l'indomani.
I risvegli in Nord Africa sono sempre molto belli, la colazione marocchina è un rito che, pur venendoci spesso, apprezzo sempre particolarmente. La giornata è iniziata sul tetto del nostro riad ed è continuata per le vie della città. Approfondirò prossimamente con una guida su Marrakech.


↟2↟ Marrakech ⤏ Deserto di Agafay
Emozionati per l'inizio vero e proprio del tour ci dirigiamo fuori Marrakech. La nostra prima tappa è il Deserto di Agafay, un insieme di altopiani rocciosi a soli 40 minuti dalla città. Una buona opportunità per chi, avendo solo pochi giorni a disposizione, non può raggiungere il Sahara e vuole provare ugualmente l'emozione di dormire in un deserto. Il nostro campeggio ecologico Terre des Etoiles, una vera e propria oasi "green" nel quale potersi rilassare e godere il panorama spiazzante.
Questo lodge si sostiene con un proprio raccolto ed energia solare, l'acqua calda va ad esaurimento e la luce viene staccata verso l'ora di cena. La soluzione perfetta per poter staccare la spina dal mondo.


↟3↟ Deserto di Agafay ⤏ Essaouira
Dal deserto siamo passati per la via dell'Argan, un'estesa preziosa di acri di alberi di noccioline dai poteri benefici che ci ha portato diretti alla città portuale di Essaouira, una medina azzurra e bianca affacciata sull'oceano atlantico. Il connubio della cultura nativa berbera e quella delle conquiste portoghesi hanno portato un che di europeo al disegno architettonico della città. Essendo una località oceanica il mercato più importante è quello ittico. Se avete spirito di adattamento vi consiglio di andare a mangiare al mercato del pesce locale.
Dopo una notte affascinante presso il nostro Riad Le Baladin e una colazione sui tetti dai toni pastello ci siamo rimessi in marcia. Durante il viaggio siamo passati per Agadir, una località turistica che non vi consiglio assolutamente di visitare. La vera scoperta del tragitto è stata Taghazout, un paesino hippie famoso per il surf. Le classiche bancherelle marocchine hanno lasciato il posto a noleggi di tavole, mute e tanta tranquillità.


Se passate per Agadir fermatevi nella periferia, il mercato del pesce locale è conosciuto solo da persone del posto e dai turisti più esperti. 
Avete presente un'arena? Una volta entrati vi sembrerà un'impresa epica potervi sedere, ogni proprietario combatte per contendersi il cliente ma una volta ordinato mangerete un pesce così buono che vi dimenticherete delle seccature passate. La vera chicca di questo posto è il servizio del lavaggio mani: un catino con un pò d'acqua e asciugami stesi sul filo. 


↟4↟ Essaouira ⤏ Taroudannt
Il percorso è virato verso la fertile valle del Sous, Taroudannt è uno dei villaggi di mezzo che permette il raggiungimento delle porte del Sahara. Il nostro arrivo nel tardo pomeriggio ci ha portato a goderci la natura dentro l'oasi del nostro Riad Jnane Ines, una tipica struttura berbera marocchina. Osservare le stelle durante il cielo notturno in un posto remoto e privo di illuminazione ci ha fatto ragionare su quanto sia bello il mondo e quanto piccolo sia il nostro percorso.  L'indomani ci siamo inoltrati nel cuore della città, abbiamo visitato la medina e i tre mercati arabo, berbero e marocchino.


↟5↟ Taroudannt ⤏ Tafraoute
La giornata è continuata in jeep percorrendo la strada Aït Baha, qualche chilometro e ci siamo fermati a visitare l'agadir di Imchguiguilne. L'agadir è il nome arabo dato a questo tipo di fortezza labirintica contenente riserve di grano e orzo custoditi come tesori preziosi. Ogni agadir ha un guardiano, sarà lui ad aprirvi e a farvi da guida. 


Ripartiti la strada inizia ad innalzarsi e farsi sempre più tortuosa, il primo stop è stato fatto a Tizourgane. Dopo questo ristoro ai limiti dell'adattamento ci siamo spostati verso destinazione: Tafraoute, una delle tappe che più mi porterò nel cuore. A Tafraoute abbiamo scalato le painted rocks, un bizzaro colpo di matto di un artista belga che ha deciso di colorare con toni pastello alcune rocce del paesaggio desertico dell'Anti Atlante. 


Il trekking non è stata l'unica cosa emozionante. Il mercato locale e le donne completamente coperte mi hanno regalato emozioni uniche e mi hanno fatto pensare a quanto sia stata rara la nostra visita. Pochi turisti passano per queste zone e la civiltà sembra essersi fermata a diversi anni fa. La sera l'abbiamo trascorsa presso Maison el Malara una sorte di piccolo castello, un sogno d'amore di una coppia francese che ha deciso di trasferirsi per sempre in questa piccola realtà di montagna.


↟6↟ Tafroute ⤏ Tissint 
Da Tafraoute il percorso è proseguito verso Tata e Tissint. Lungo la strada ci siamo fermati per una sosta ad Igherm per poi continuare verso la palmeraie, chilometri e chilometri di palme che spezzano il rosso dei canyon con il loro verde creando bellissime oasi. Le palme non ci hanno mai abbandonato. Alcune ore di pausa nel palmeto di Tata e un tè rinvigorente alla menta nella sua kasba fortificata ed eccoci pronti per raggiungere Tissint, la nostra destinazione serale.


Tissint è un villaggio berbero molto piccolo e davvero autoctono, dopo una leggera visita alle cascate (se si possono chiamare così) abbiamo raggiunto il secondo campo tendato della vacanza Akka Nait Sidi. L'emozione di vedere le poche tende sperdute nel canyon ci ha fatto sognare, questo è il Marocco spartano e originale che volevamo vivere. Le tende attrezzate solo di letto, tappeti e candela per la notte ci hanno fatto "riposare" come dei veri berberi. Questa strana notte in tenda ve la racconterò meglio, credetemi merita!


↟7↟ Tissint ⤏ Deserto del Sahara
Da un campo tendato all'altro siamo ripartiti per raggiungere il deserto del Sahara. L'ultima tappa prima del completo "nulla" è un paese chiamato Foum Zguid, utile per il rifornimento d'acqua e un pranzetto veloce. Le porte del Sahara sono delimitate da una dogana militare che controlla i passaporti e che rilascia il permesso d'entrata. Il controllo penso dipenda dal fatto che per affrontare il deserto bisogna partire accompagnati da una guida, il rischio di perdere la rotta e morire disidratati è veramente molto alto. Il nostro uomo di fiducia si è orientato ad occhio, guardando le poche piante presenti, un'incredibile prova di orientamento. L'avventura nel deserto è iniziata con un'ora di cammelli, l'unico mezzo di trasporto possibile per raggiungere il campeggio.

Il glamping La Kahena è stato il più affascinante, una notte nel nulla illuminati solo dal cielo stellato. La via lattea e i canti berberi notturni sono entrati nell'album dei ricordi, quei ricordi che non vorrò mai dimenticare.



↟8↟ Deserto del Sahara ⤏ Ouarzazate
Dal Sahara il viaggio continua verso Ouarzazate spezzando la strada con visite in qualche villaggio di passaggio. Siamo riusciti a vedere con i nostri occhi la produzione della terracotta, una cooperativa che lavora in condizioni al limite dello schiavismo per poter guadagnare pochi dirham utili per mangiare. Con la tristezza nel cuore siamo ripartiti per raggiungere il nostro Riad Les Jardins de Skoura, una struttura paradisiaca. La cosa bella delle strutture marocchine è che si rivelano sempre una sorpresa, l'esterno è completamente arido e l'interno dei riad è un esplosione di colori e vegetazione. Skoura è un villaggio che dista circa 40 km da Ouarzazate, famosa per le sue palme da dattero, oleandri, meli, viti, mandorli, eucalyptus e le rovine della sua ksur (villaggio fortificato in terra caratteristico della zona pre-sahariana).

L'indomani lo abbiamo trascorso nella valle delle rose, le coltivazioni si estendono per circa 50 chilometri dentro il  territorio del Dadès. La raccolta delle rose avviene da aprile a maggio, noi ovviamente non ne siamo riusciti a vedere neanche una. La giornata l'abbiamo trascorsa guidando verso le gole del Todra, belle dall'alto ma personalmente esteticamente sopravvalutate. Durante il tragitto abbiamo visitato le grotte berbere, abitazioni abitate ancora dai nomadi.


Il vero disagio del viaggio è stato viaggiare durante il ramadan. La nostra guida ci aveva assicurato al momento della prenotazione che non sarebbe accaduto nulla, noi ingenui ed in fiducia gli abbiamo creduto. A 2000 metri nel passo più alto dell'Alto Atlante ci siamo schiantati "fortunamente" contro la parete rocciosa. Se solo avessimo sbandato dalla parte opposta del tornante saremo morti precipitando dentro un canyon. 

Il ramadan comporta il non poter bere acqua e il non poter toccar cibo durante le ore di luce sotto il sole cocente. Durante questo periodo l'efficenza lavorativa ha un calo dovuto ad umore ed energia che subiscono fisiologicamente dei cambiamenti pesanti. 

Rispetto la scelta religiosa altrui ma ci tengo anche alla salvaguardia della mia vita. Senza aggiungere ulteriori dettagli ho deciso di condividere questa mia esperienza negativa con voi per consigliarvi caldamente di non prenotare tour on the road in paesi arabi durante questo periodo provante e delicato. 


↟9↟ Ouarzazate ⤏ Valle dell'Ourika
L'ultima nostra tappa è stata la Valle dell'Ourika, una zona che ricorda tanto una località di villeggiatura. La parte più divertente è stata osservare il fiume che la percorre, sofà e tavoli con stoffe colorate sono stati appoggiati direttamente dentro l'acqua.

Una delle attrazioni principali della valle sono le cascate che vi consiglio di raggiungere non tanto per la bellezza naturale quanto per l'adattamento berbero. Scalerete senza protezioni in una camminata di un'oretta e mezza. In ogni angolo di roccia scoverete dei berberi che hanno adattato la propria attività all'altitudine: dalla spremuta d'arancia alla vendita dei tappeti per concludere poi con l'immancabile tè alla menta.


↟10↟ Marrakech ⤏ Bologna
In serata siamo subito tornati a Marrakech. Incidente a parte questo viaggio in Marocco è stato magico. Le cose che ricorderò di più saranno: i colori sgargianti, la gentilezza berbera, i paesaggi di montagna e il silenzio.
Il silenzio ha delle virtù importanti meditate da tutti i più grandi filosofi e pensatori. Il silenzio che parla. Voglio lasciarvi dedicandovi una riflessione che spero possa essere d'ispirazione per chi deciderà di prenotare un percorso simile e vivrà le stesse nostre emozioni:

"In un atteggiamento di silenzio l'anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza." Gandhi


↟ THE END ↟


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1 commento

  1. Che bel post! Il Marocco è una terra interessante e complicata. Un ricordo bellissimo!

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