martedì 7 novembre 2017

Denali National Park tra alci ed alberi


Non potevo immaginare un' esperienza cosi neanche in un bel sogno. Il Denali National Park è un cuore pulsante e selvaggio ricco di animali selvatici. 
Abituata ai sentieri italiani il trekking in Alaska è stato così sincero da sorprendermi passo dopo passo, i cartelli allarmavano di continuo sulla presenza di grossi animali selvatici ma con tutta onestà pensavo si trattasse di quei cartelli che si vedono anche in Italia: presenza di cervi o mucche, fate attenzione! In tutti i tratti e sentieri che ho percorso penso di non aver mai visto un animale neanche lontanamente: che saltasse, si muovesse o esistesse.  

Programmare il viaggio in Alaska è stato entusiasmante, il pensiero di partire per un paese così selvaggio mi ha fatto fantasticare sul fatto che questo paese non fosse proprio attrezzato. Pensieri che poi sono svaniti durante il viaggio! L'Alaska è molto semplice da percorrere in auto perché vanta di ben poche strade percorribili... insomma impossibile perdersi! La strada per il parco è lineare, una volta arrivati bisogna raggiungere il Riley Creek per la registrazione della postazione Outdoor e, vi consiglio vivamente,  di prenotare il vostro campeggio online perché questo parco attira tantissimi amanti della natura! 





Come nostra prima esperienza nel mondo outdoor, selvaggio più che mai, abbiamo optato per il primo campeggio: Riley Creek. Questo campeggio è il più tranquillo e sicuro, Il ranger consegna un numero ad ogni macchina, con quel numero si cerca la postazione che si preferisce e lo si inserisce nel leggio piantato in corrispondenza dell'area scelta. Ogni sera i Ranger controllano i numeri e le assegnazioni. Il nostro angolo di bosco aveva lo spazio per la tenda in mezzo agli alberi e un piccolo camino per poter cucinare barbecue

Montata la tenda, eccitati per l'avventura, ci siamo subito messi in cammino e sorpresa sorpresa siamo subito incappati in due alci meravigliose! Mamma alce e il cucciolo stavano facendo colazione con le foglie di alcuni alberi vicino al nostro camp-ground. Non riesco a descrivervi l'emozione! Ovviamente i cartelli segnalavano di correre via perché le alci sono degli animali possenti e davvero molto alti.  La tecnica generale e sensata è scappare e sgattaiolare tra i rami, la mia è stata appostarsi tra i rami e fotografare senza dare fastidio. 


Dopo aver conosciuto le due alci abbiamo optato per lasciarle mangiare tranquille, la nostra prima tappa è stata il visitor centre ovvero centro di raccolta e storia del parco. Ogni parco degli USA ha timbri e adesivi speciali da usare appositamente nel passaporto dei parchi americani che ovviamente mi è stato regalato, un pensiero super bello per chi ama i ricordi, i viaggi e i diari di bordo! Ma del passaporto vi racconterò più avanti... ora torniamo a noi.  Dopo aver timbrato e riempito le borracce siamo ripartiti per un nuovo sentiero: Horeshore Lake. Questo sentiero prevede di passeggiare in mezzo alla natura, scoprire corsi d'acqua, osservare, ascoltare il silenzio dei laghi e perlustrare alla scoperta di animali! 


Fortunatamente o sfortunatamente l'unico animale trovato lungo il tragitto è stata questa bellissima lumaca nera, l'ho gentilmente importunata per poterla studiare da vicino. 


Il ritorno alla tenda è stato ugualmente emozionante perché non vedevamo l'ora di poter cucinare con il nostro fornellino da campo. L'America è molto attrezzata per l'outdoor, abbiamo trovato qualsiasi tipo di cibo da campo: dal riso cubano al pad thai disidratato. Il visitor centre è stato utile anche per l'acquisto di sfiziosità da poter cucinare: popcorn (ovviamente li abbiamo carbonizzati) e i marshmallow. Non ho ottenuto pace fino a che non abbiamo incastrato questi dolcetti sui rami e iniziato a cucinarli sul nostro timido focolare. Dopo questa semplice ma soddisfacente cena, ci siamo ritirati in tenda per la nostra prima notte all'aperto: puzzolenti più di un camino, sporchi il giusto ma tanto felici. 


L'indomani siamo partiti all'alba con il classico bus americano che vi ho accennato nello scorso post
Il brutto tempo e la pioggia hanno un pò rovinato la nostra uscita. Le nuvole e la bassa pressione hanno coperto molti bei paesaggi che avrebbero tanto bramato una foto! 


Come vi ho raccontato abbiamo fatto un salto allo sleddog del parco per vedere da vicino i cani usati nelle lunghe traversate invernali. E' impossibile credere che nel 2017, quasi 2018, gli unici mezzi di traversata siano sistemi antichi come il traino dei cani da slitta. Le guide ci hanno spiegato che i cani nordici a differenza delle macchine, resistono al freddo, si riescono ad orientare, sono leggeri e costanti. Le macchine cingolate a temperature estreme possono dare problemi e soprattutto non possono attraversare percorsi con strati di ghiaccio sottile ma solo terreni che possano reggerne il peso.  Questi cani pensavo di trovarli come nelle foto dei grandi esploratori del passato: bellissimi esemplari e fotocopie della mia dolce metà che ho dovuto lasciare a casa invece, come mi hanno spiegato, i cani più resistenti si ottengono dall'accoppiamento di varie razze nordiche tra di loro. Sono riuscita a vedere solo due Alaskan Malamute in tutta la mia permanenza in Alaska. Con stupore e un pò disillusione ho conosciuto questi cani, i cani del grande nord! Non fraintendetemi, amo tutti i cani e gli animali... avevo solo costruito un immaginario nella mia testa diverso dalla realtà. La cosa che realmente mi ha fatto star male è vedere questi eroi divisi in piccole cucce, legati e con lo sguardo triste; li avrei portati a casa tutti! 


Con gran rammarico per aver prenotato solo pochi giorni all'interno del parco ma eccitati per le prossime tappe lasciamo il Denali National Park con un semplice "Arriverci", in cuor mio so che prima o poi ci rivedremo!

↟ THE END ↟










SHARE:

Nessun commento

Posta un commento

Ti ricordo che se commenti con un account registrato ACCONSENTI a pubblicare il link al tuo profilo tra i commenti. PRIMA DI COMMENTARE consulta la privacy policy per ulteriori informazioni.

pipdig