lunedì 27 novembre 2017

Dal porto di Cordova al ghiacciaio Childs


Cordova è stata una piccola sorpresa: una città che offre un vasto e intrinseco panorama naturalistico, del buonissimo pesce e tantissime escursioni e avventure da affrontare. Come avrete letto negli scorsi post (se lo avete fatto realmente vi ringrazio) per ogni meta siamo partiti organizzati dall'Italia, ogni escursione è stata pensata in base al budget, al tempo e al divertimento. Ecco, Cordova è stata l'unica meta pensata all'ultimo minuto sul posto.

Arrivati a Cordova dopo un viaggio in traghetto lunghissimo ci siamo subito direzionati nei pressi del nostro alloggio. La sistemazione scelta è stata una camera in un hotel auto-gestito: siamo entrati e usciti grazie ad una password da digitare all'entrata senza mai conoscere un proprietario. La finestra della nostra camera si affaccia sul porto, uno dei miei angoli preferiti di quando visito le città di mare.

Cresciuta con Free-Willy, il film della Disney che racconta di un legame tra un ragazzo e un'orca, questo animale ha sempre suscitato qualcosa di interessante e affettivo ai miei occhi. Quando ho visto Annica cucciola, il mio Alaskan Malamute b&w, la prima cosa a cui ho pensato è stata: sei proprio uguale ad una piccola orca! Sarai tu la piccola peste di casa! Questo per raccontarvi quanto fossi elettrizzata nel vedere orche, avvistare orche, visitare bar chiamati "Orca"  ma soprattutto raggiungere il paesino limitrofo a Cordova chiamato "Orca". 

Orca è un piccolissimo villaggio a pochi chilometri dal nostro hotel e ospita un carinissimo Lodge che organizza diverse escursioni che, se siete innamorati della natura, potrebbero piacervi molto. 


In alcuni punti la natura sembra decadente e del tutto incontaminata. Gli abitanti dell'Alaska hanno un rispetto fortissimo per madre natura e non invadono gli spazi, è tutto molto equilibrato. Se volete guidare per una strada panoramica molto bella vi suggerisco la Copper River Highway.


Cordova offre tantissimi percorsi di trekking panoramici ed interessanti. Il primo per il quale abbiamo optato è stato un trail che raggiungesse un lago. Durante questa passeggiata abbiamo scoperto l'esistenza di bellissime lumache nere, farfalle colorate, orme di orso e una bellissima aquila di mare testabianca: un esemplare grosso e suggestivo, simbolo e totem della cultura più antica americana.


Durante la nostra passeggiata ci siamo imbattuti in zone frequentate sicuramente da orsi allo stato brado; Passo dopo passo scrutavamo piccole zone d'acqua in mezzo agli alberi con pesci tranciati, mezzi mangiati o ansimanti. Sono state immagini fortissime e che vi ho risparmiato ma se siete curiosi scrivetemi, sarò felice di farvene vedere delle altre. 


Nella foresta in cui abbiamo passeggiato abbiamo trovato tantissimi spunti riflessivi o meglio riflessivi per me in quanto, via da casa da un mese, iniziavo a sentire la mancanza del mio lupo. Oltre a questo totem sono riuscita a raccogliere un sasso disegnato e lanciato nella foresta per essere colto da un'escursionista a caso come me. Il sasso ha questa frase scritta: "Not all who wanders are lost". Il sasso mi ha appesantito molto lo zaino ma non sono riuscita a non portarmelo in Italia.


Dopo questa lunga passeggiata siamo tornati in hotel per riposare, se siete interessati a qualche spunto per la cena vi consiglio di leggere questo mio articolo: Alaska on the road nella sezione Cordova. Il giorno dopo siamo partiti per un'escursione prenotata presso il famoso Orca Lodge Adventure di cui vi ho parlato poco fa e che vi lascerò il link a fine del post. L'escursione che abbiamo scelto ci ha portato a prendere una barca con elica esterna da palude: il famoso Hovercraft! Per raggiungere la barca nel fiume abbiamo passato due ore di percorso sterrato più brutto di tutta la vacanza, per tutto il tragitto pensavamo di aver bucato una ruota della macchina e di essere nel sentiero sbagliato in mezzo ad un labirinto di erba.


Dopo il viaggio in barca per attraversare il fiume, siamo partiti con un bus e dopo circa un'ora siamo arrivati in questo punto di ristoro d'osservazione davanti al ghiacciaio Childs. Dentro quest'area ci siamo ritrovati insieme ad un gruppo di ragazzi con insegnanti veramente diversi dal nostro stereotipo e che ci hanno fatto sentire a casa.


Questo spot vi permette di poter mangiare o cucinare davanti a questa meraviglia di ghiaccio. La cosa che mi ricorderò sempre saranno i classici s'mores e marshmallows abbrustoliti e mangiati con tutti i ragazzi. Ognuno di noi li ha preparati grazie all'aiuto dell'insegnante e ognuno di noi li ha mangiati con un proprio rametto trovato per terra.


Se decidete di partire per questa escursione vi consiglio di prendervi del tempo (nella speranza che non diluvi come nel mio caso) e di osservare l'acqua vicino al ghiacciaio, vedrete tantissimi iceberg staccarsi. La stessa escursione prevede il passaggio in un ponte molto suggestivo e un percorso di trekking per raggiungere un angolo alto che vi permetterà di osservare il ghiacciaio in tutta la sua grandezza e ?  di farvi un selfie memorabile.


Organizzare viaggi per delle terre così poco raccontate non è mai semplice, per quanto in google esistano tantissimi riferimenti non ci sono blog che descrivano meta per meta un viaggio in Alaska. Spero questi articoli possano suscitarvi la voglia di prenotare e non scoraggiatevi se vi sembra tutto così poco conosciuto e frequentato. Se avete curiosità, se volete aiuto o se semplicemente volete chiaccherare con me scrivetemi


↟ THE END ↟



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